Governance & Privacy5 agosto 20266 min di lettura

Colpa di organizzazione algoritmica: l'AI entra nella responsabilità 231 degli enti

Lo schema di decreto n. 418 introduce il nuovo articolo 25-vicies nel D.Lgs. 231/2001. Sicurezza dei sistemi, deepfake, sorveglianza umana e prova documentale diventano materia di modello organizzativo.

C'è una novità normativa che rischia di passare sotto traccia e che invece cambia il modo in cui i consigli di amministrazione dovranno guardare all'intelligenza artificiale. Lo schema di decreto legislativo n. 418 introduce l'articolo 25-vicies nel D.Lgs. 231/2001, portando i reati connessi all'uso dell'AI dentro il perimetro della responsabilità amministrativa degli enti.

La conseguenza pratica è che un utilizzo improprio di sistemi di intelligenza artificiale può oggi generare responsabilità per la società, non solo per la persona fisica che ha materialmente agito. E il criterio di imputazione è quello classico della 231: la colpa di organizzazione, cioè l'assenza o l'inefficacia di un modello idoneo a prevenire quel tipo di reato.

Nasce così quella che gli interpreti stanno chiamando colpa di organizzazione algoritmica. Un'impresa che lascia proliferare strumenti di AI senza policy, senza mappatura, senza controllo su cosa viene generato e su quali dati, si espone a un rilievo che non riguarda il singolo comportamento deviato ma l'architettura complessiva dei controlli.

I profili di rischio individuati sono principalmente quattro: la sicurezza dei sistemi di AI e la loro resistenza a manipolazioni, la produzione e diffusione di deepfake, l'effettività della sorveglianza umana sui processi decisionali automatizzati, e la genuinità della prova documentale in un contesto in cui generare documenti verosimili è diventato banale.

Per gli Organismi di Vigilanza si apre una fase impegnativa. Verificare un modello 231 che include l'AI richiede di saper leggere log di sistema, capire come sono configurati i permessi di un agente, valutare se un flusso di approvazione umana è reale o cosmetico. Sono competenze tecniche che la maggior parte degli OdV oggi non ha internamente.

L'implicazione per chi sceglie una piattaforma AI aziendale è diretta: la tracciabilità completa delle interazioni e la possibilità di dimostrare a posteriori chi ha chiesto cosa, con quali dati e con quale supervisione, smettono di essere funzionalità accessorie e diventano elementi costitutivi del modello organizzativo.

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